Halloween è collegata alla festa celtica di Samhain, i Celtici propiziavano il buio, il freddo e la natura ostile della stagione, sperando di evitare i pericoli propri della stagione.

L’inverno era particolarmente pericoloso. Infatti, l’assenza di luce, di calore, e l’eccessivo freddo allertavano l’uomo di questi tempi, spaventato soprattutto dalle carenze di cibo e di risorse per sostenersi. Per affrontare la stagione rigida e tutti i conseguenti rischi, allora, diventava fondamentale ingraziarsi la natura, propiziarsi il sostegno delle sue forze, così come era imprescindibile scacciare gli spiriti vendicativi, neutralizzarli evocando su di essi la protezione di entità benevoli.

La festa e i riti erano finalizzate a ridurre al minimo i danni. Si invocava la benevolenza di forze positive e con le pratiche rituali si cercava un passaporto per superare indenni le insidie della stagione.

Si credeva, inoltre, che durante la notte di Halloween i morti potessero tornare sulla terra, non sempre animati da buone intenzioni. Dai morti che tornavano per una notte era necessario proteggersi; essi andavano in ogni caso placati.

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Feste, riti e sacrifici erano ingredienti centrali nella vita di queste popolazioni, una impronta antropologica di lunga memoria che spiega tradizioni trasmesse di generazione in generazione. Si pensi all’usanza viva ancora oggi in alcune regioni italiane di apparecchiare la tavola con un posto per i defunti: è una eredità di un passato che vive ancora ed è la prova della costante umana di cercare sempre di attirare la buona sorte. Oggi, tuttavia, Halloween è una sorta di parodia del carnevale, non resta che un piccolo residuo del significato di quella festa originaria e di quel sentimento religioso antico.

Nella galassia globalizzata, talvolta si dimenticano le tradizioni popolari e ci si lascia risucchiare dal nuovo che prepotentemente avanza e getta nell’oblio il nobile lascito sapienziale antico. Così, della festa antica con i suoi profondi significati restano le zucche svuotate e le candele accese, che non fanno altro che arredare feste e creare atmosfere.

Prima di concludere, aggiungo una nota. Alcune fonti e testi più o meno autorevoli ricordano che il 31 ottobre è anche ricordato per la festa dei cultori delle ombre, ossia di coloro che venerano i morti, esaltano il buio, venerano le forze e le creature della notte. Gli adoratori di queste forze dedicano e rivolgono i loro riti proprio nella notte del 31 ottobre al male. Esiste una magia dedicata a queste forze, rispettiamo chi ci crede, tenendo conto che antropologicamente ogni cultura ha elaborato visioni e concezioni della vita dopo la morte, ha costruito un proprio repertorio di credenze per esorcizzare la morte e, con l’opportunismo tipicamente umano, per sfruttare le energie dell’aldilà per scopi terreni.


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